Partire col piede giusto fa tutta la differenza.

Quante volte è capitato? Si parte con un nuovo progetto di design, che sia un sito web, una brochure o un nuovo logo. C'è entusiasmo, tante idee. Poi, dopo settimane di lavoro, ci si ritrova con qualcosa che non piace a nessuno, che non funziona e che è costato un sacco di soldi. Il problema quasi sempre è lo stesso: si è partiti senza una direzione chiara. Prima di scrivere una sola riga di codice o disegnare una bozza, fermati. Respira. E fai queste tre semplici domande al tuo team (e a te stesso).

1. Per chi stiamo facendo questa cosa?

Sembra banale, ma è la domanda più importante. E la risposta non può essere "per tutti". Dobbiamo sapere esattamente a chi ci rivolgiamo. Che età ha il nostro cliente tipo? Che lavoro fa? Che problemi ha che noi possiamo risolvere? Un design pensato per un artigiano di 50 anni che usa il cellulare a fatica è completamente diverso da quello per una ragazza di 25 che vive su Instagram. Se il tuo team di design non sa per chi sta lavorando, progetterà in base al proprio gusto personale. E il gusto personale non paga le fatture. Chiedi al team di descriverti il cliente ideale, come se fosse una persona reale. Questo li aiuterà a prendere decisioni migliori.

2. Cosa vogliamo che questa persona faccia?

Ogni pezzo di design deve avere uno scopo. Uno solo e chiarissimo. Vogliamo che il cliente compri un prodotto? Che compili un modulo di contatto? Che telefoni per un preventivo? L'obiettivo deve essere specifico. "Aumentare la visibilità" non è un obiettivo, è un desiderio vago. "Ottenere 10 richieste di preventivo in più a settimana tramite il nuovo sito" è un obiettivo. Quando lo scopo è chiaro, ogni scelta di design, dai colori al testo dei pulsanti, viene fatta per guidare l'utente verso quell'azione. Il design smette di essere solo decorazione e diventa uno strumento di vendita.

3. Come sapremo se ha funzionato?

Questa è la domanda che trasforma il design da un costo a un investimento. Dobbiamo decidere prima come misureremo il successo. Sarà l'aumento delle vendite? Il numero di iscritti alla newsletter? Il tempo che le persone passano sul sito? Stabilire dei numeri precisi fin dall'inizio rende tutti responsabili. Permette di dire, dopo tre mesi: "Bene, abbiamo investito X e ottenuto Y. Ha funzionato". Senza dati, si discute solo di opinioni. "A me piace", "A mio cugino non piace". Con i dati, si parla di risultati. E i risultati sono l'unica cosa che conta per far crescere un'azienda.