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Per 15 anni ho lavorato in aziende dove il design era visto come una spesa. Un 'tocco di colore' deciso all'ultimo. Ho visto budget buttati via per idee che non portavano a niente. Così ho creato un metodo per cambiare le cose. Un modo semplice per far parlare manager e creativi e per legare ogni scelta a un risultato concreto.
Sono cresciuto a Modena, in una terra dove si lavora sodo e le cose si fanno per bene. Ho iniziato come designer, poi sono diventato manager di un team creativo. Ero frustrato. I miei capi chiedevano 'più impatto', i designer 'più libertà'. In mezzo, un sacco di tempo e soldi persi. Ho capito che il problema non era la creatività, ma la gestione. Mancava un ponte tra l'idea e il bilancio. Metodo Bellini è quel ponte. È la somma delle mie battaglie e delle soluzioni che ho trovato sulla mia pelle.
Credo in poche cose, ma solide. Primo: il design non è arte, è uno strumento per risolvere problemi. Se non porta un risultato, è inutile. Secondo: i numeri contano. Ogni progetto deve avere un obiettivo misurabile. 'Rendere più bello il sito' non è un obiettivo. 'Aumentare le vendite del 10%' lo è. Terzo: la chiarezza batte la complessità. Uso parole semplici e schemi pratici che chiunque può capire e usare subito.